Venticinque anni di AMP: intervista a Radio Cane

Nel 2019, l’ambulatorio medico popolare compie 25 anni. Dai modesti locali di via dei Transiti, si è cercato di dare accesso alle cure, di indirizzare e sostenere quelle persone che si sono trovate escluse dal sistema sanitario o che erano intenzionati a mantenere un approccio critico e consapevole verso di esso.
Per le compagne e i compagni coinvolti nel progetto, questo campo di pratiche ha dovuto combinarsi con l’analisi permanente dei cambiamenti del sistema sanitario italiano – soprattutto nella particolarità lombarda –, delle sue criticità e contraddizioni, in un continuo aggiornamento delle modalità dei loro interventi.
Dal racconto di questa esperienze, che si snoda lungo un quarto di secolo, emergono chiavi di lettura molto articolate delle attuali tecniche di governo sui corpi e sulla salute delle persone e dei territori.

Qui l’intervista svolta con le compagne e i compagni di Radio Cane.

Crimini di pace: Elena, arsa viva in un reparto psichiatrico

Riportiamo il comunicato del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud in merito alla morte di Elena, ragazza di diciannove anni, bruciata viva mentre era legata a un letto di contenzione in SPDC a Bergamo.

Il 13 agosto, nell’ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo, divampa un incendio. A seguito di ciò muore una ragazza di diciannove anni, legata ad un letto di contenzione. Il suo nome è Elena. La direzione sanitaria si affretta, attraverso gli organi di stampa, a giustificare la contenzione come forma di tutela esercitata proprio “a beneficio” della paziente, rea di aver precedentemente tentato il suicidio. Continue reading

Ciao Andrea

Ieri abbiamo dato l’ultimo saluto ad Andrea Costantino, compagno per un pezzetto della nostra strada, e di vita per Valeria.

Ciao Andrea, ci mancherà il tuo sguardo fresco, aperto e curioso sul mondo.

Le compagne e i compagni dell’Ambulatorio Medico Popolare

In ricordo di Bak, dal Corriere Salentino

Ci sono persone che per la passione con cui portano avanti ideali e stili di vita a volte estremi ma sempre con il rispetto e l’amore per il prossimo uniscono idealmente tutti. Indistintamente. Facendo dimenticare ideologie e idee politiche diverse. Luigi Capodieci, meglio conosciuto come “Bak”, era una di queste persone. Che ha fatto dei propri ideali un motto non solo politico ma anche di vita tanto da meritarsi l’amore e l’affetto di tutti per la sua generosità.

A Bak, dal Corriere Salentino.

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