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QUESTO NON E’ UN AMBULATORIO

Sì, siamo un ambulatorio e sì, la nostra attività è volontaria, ma siamo anche molto di più.

L’Ambulatorio Medico Popolare (AMP) è un collettivo politico nato nel 1994 per creare un luogo dove praticare un’idea differente di diritto alla salute, coniugando una attività concreta di intervento sanitario con una battaglia politica più generale di trasformazione sociale.
Un luogo che ha aperto per dare una risposta alle richieste della popolazione migrante e che, negli anni, è diventato un punto di riferimento anche per altre persone, bisognose di cure ed escluse dalla sanità per motivi economici o sociali.
Un luogo dove la visita medica unisce il concetto di cura e di prevenzione con la denuncia degli abusi di una medicina di classe permeata di profitti, sempre più a misura di ricchi e assicurazioni private.
Un luogo dove produrre controinformazione su salute e sanità e organizzare lotte per il diritto alla salute partendo dai bisogni reali. L’AMP partecipa alle battaglie sul territorio e a livello nazionale contro ogni discriminazione e per la rivendicazione e il riconoscimento dei diritti di cittadinanza (salute, casa, reddito).
Un luogo “altro” di salute, in cui tutte le attività sono autogestite e autofinanziate, e che continuiamo a far vivere insieme ai collettivi che condividono i nostri percorsi.
Non ci sostituiamo all’assistenza sanitaria pubblica, né ne siamo sussidiari: siamo un luogo dove praticare una solidarietà militante.
Questo è un invito a partecipare, è benvenuto il contributo di chi voglia:
lottare per l’accesso universale alle cure
discutere il concetto stesso di salute, al di là dell’assistenza sanitaria
combattere contro la progressiva privatizzazione dei servizi sanitari
diventare parte attiva di questa esperienza e costruire nuove iniziative e forme di lotta.
Per tutto questo non è necessario essere operator3 sanitari3 (anche se ne abbiamo sempre bisogno).
Ogni primo lunedì del mese alle 18,30 teniamo una riunione aperta per chi vuole conoscerci e presentarsi.

ZONA 30 Sembra ieri… ma è molto peggio!

Riflessioni a trent’anni dall’aperturadell’Ambulatorio Medico Popolare di Milano

Con lo sguardo rivolto ai possibili scenari futuri e alla capacità di risposte collettive che sapremo dare, in occasione del trentesimo compleanno, con questo documento l’AMP ha voluto ripercorrere la sua storia e dare una sua lettura del contemporaneo.

buona lettura!

VOGLIAMO TUTTO! #8 Cultura

L’ intervento sulla cultura può contemporaneamente innescare sviluppo economico ed essere fattore di coesione e di inclusione e, quindi, di sostenibilità sociale: un benessere che aiuta anche la nostra salute.
Un approccio strategico dello sviluppo territoriale basato sulla risorsa cultura ha mostrato numerose potenzialità. La politica di coesione può, infatti, contribuire a sostenere processi di valorizzazione integrata del patrimonio culturale, materiale e immateriale. Continua a leggere

VOGLIAMO TUTTO! #7 Lavoro e reddito universale


La rabbia sociale è un aspetto che la storia ha sempre legato alle epidemie e alle carestie.
Spesso, per capirne le ragioni, servono i numeri, crudi. In Italia esistevano 3,2 milioni di lavoratori precari nel dicembre 2019, prima della tempesta epidemica che, in moltissimi casi, li ha travolti. Esisteva poi una platea di almeno 3,7 milioni di persone formata dai lavoratori irregolari, ossia da coloro che lavorano senza essere messi in regola dal punto di vista contrattuale, fiscale o contributivo. Continua a leggere

VOGLIAMO TUTTO #5 Rispetto per la fragilità

Le persone, quando raggiungono una certa età, si trovano davanti ad una contraddizione interessante: da una parte rappresentano per la nostra società la “parte morta”, in quanto non più produttiva, dall’altra sono il target di un crescente interesse del sistema capitalistico come fruitori di servizi dedicati alla terza/quarta età.
Questa contraddizione si evidenzia nella sempre più florida industria delle RSA, dove l’improduttivo anziano viene recluso in attesa del fine vita.
A fine 2017, nelle RSA e RSD (residenze per disabili) operavano 1.271 imprese, 702 delle quali private e profit e 569 non profit. I quattro quinti del settore sono gestiti da istituzioni pubbliche e Onlus; l’offerta dei privati profit, però, è in costante crescita e ha colmato in parte l’uscita del privato non profit, i cui operatori generalmente di dimensioni modeste.
Nel settore è in corso un forte fenomeno di concentrazione che ruota intorno a pochi gruppi, tra i quali KOS del gruppo CIR-De Benedetti con il marchio Anni Azzurri, Tosinvest degli Angelucci con le residenze San Raffaele, Sereni Orizzonti della famiglia Blasoni. Ma dalla Francia sono già arrivati i giganti quotati Korian e Orpea, i primi due operatori mondiali con un fatturato combinato di 7,35 miliardi nel 2019, quasi 400 milioni di utili netti e patrimonio immobiliare aggregato di oltre 8 miliardi. Continua a leggere