Rischio Epidemia TBC

Citiamo qui un articolo che spiega, grazie ai chiarimenti dell’epidemiologo Prisco Piscitelli, quanto sono pericolose le misure previste dal pacchetto sicurezza in termini di diffusioni di epidemie, e in particolare epidemie di tubercolosi.

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IMMIGRATI: L’EPIDEMIOLOGO, MISURA ANTI-CLANDESTINI AMPLIFICA RISCHIO TBC

Roma, 7 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – L’emendamento al Pacchetto sicurezza che da’ ai medici e agli altri operatori sanitari la possibilita’ di denunciare alle autorita’ i clandestini a cui prestano cure, “potrebbe aumentare la diffusione della tubercolosi in Italia. Sicuramente il rischio tbc ne esce amplificato”. Lo spiega all’ADNKRONOS SALUTE Prisco Piscitelli, epidemiologo dell’Istituto scientifico biomedico euro mediterraneo (Isbem) sulla tubercolosi polmonare in Italia. L’esperto ricorda, senza troppi giri di parole, che la tbc non e’ affatto una malattia che gli italiani si sono lasciati alle spalle. Anzi: “la tubercolosi – spiega – rappresenta una vera e propria epidemia emergente in molte grandi citta’ europee ed e’ forte la correlazione con l’aumento dell’immigrazione dall’Asia, dall’Africa e dal Sud America”. “La malattia – precisa Piscitelli – colpisce ovunque e si calcola che un terzo di tutta la popolazione mondiale sia entrata in contatto con il micobatterio responsabile di quest’infezione. Ogni anno, 8,8 milioni di persone vengono infettate dal Mycobacterium tuberculosis e 1,6 milioni di pazienti muoiono. Puo’ essere sorprendente, ma anche in Europa si continua a morire per tubercolosi. Il Portogallo e’ il Paese occidentale con il maggior numero di casi di tubercolosi (31casi/100 mila abitanti), mentre nei Paesi dell’Europa orientale (specialmente nei paesi baltici) l’incidenza e’ di circa 13 casi ogni 100 mila abitanti. Non esiste nessun Paese al mondo dove sia stata completamente eliminata e nessuna Nazione che sia vicina a raggiungere questo obiettivo”. L’Italia non fa certo eccezione e “sorprendera’ l’opinione pubblica sapere che nel 2005 in Italia ci sono stati 4.421 ricoveri per tubercolosi polmonare (2.828 uomini e 1.593 donne, per lo piu’ adulti in eta’ lavorativa)”. “Con queste cifre – fa notare l’epidemiologo – non c’e’ da stare tranquilli, specialmente all’indomani dell’approvazione della norma che scoraggia gli immigrati clandestini a ricorrere alle strutture del Servizio sanitario nazionale”. (segue)
 

Leggi Razziste

Il promotore di leggi razziste Renato Schifani ha dichiarato:
“Se lo vietasse sarebbe un mancato rispetto della persona umana, ma questa norma non impedisce allo straniero di presentarsi presso il sistema sanitario nazionale.”
Capito? Chiarissimo.

Se stai male in ospedale ci vai tranquillamente, basta accettare il rischio espulsione.
Chi se ne frega se vuol dire che ti rispediscono da dove sei fuggito per la guerra o la tortura.
Chi se ne frega se perdi il guadagno con cui mantieni la famiglia.
Chi se ne frega se perdi parenti e amici e relazioni e insomma la tua vita.

La TUA vita non conta proprio niente, serve solo che lavori e produci, possibilmente in nero, ma magari pagando pure le tasse. Le tasse…

Sentite il leghista Bricolo: “Voi siete i razzisti, dalla parte degli stranieri, prima degli italiani onesti che pagano le tasse”. Come spiegare al genio che le tasse… Eh già, sorpresa, spesso paghi le tasse magari per anni, poi basta muoia la nonna che assisti per diventare “clandestina”. E dire che in tempi di crisi quanto è facile perdere il lavoro lo capisce chiunque. Gli italiani-brava-gente, no.

Oh! Sia chiaro, mica tutti gli stranieri pagano le tasse. Dipende se il datore di lavoro li mette in regola o preferisce evaderle prima di tutto lui. E pure gli italiani onesti spesso non ce la fanno: la legge Turco-Napolitano-Bossi-Fini è fatta apposta per rendere difficilissimo mettere in regola chi lavora.

Comunque, sia chiaro. Puoi essere curato solo se paghi le tasse. Siamo in un paese civile, che diamine, il paese degli evasori fiscali.

Sempre Bricolo: “D’ora in poi sarà lotta dura alla immigrazione clandestina e alla criminalità”. Chiarissimo, no? In pronto soccorso chi ha commesso un “reato” o un “crimine” viene già segnalato, italiano o straniero che sia, lo sa chi la legge la conosce (Bricolo non so).
La novità e che se sei straniero basta non avere o perdere un pezzo di carta e diventi un criminale. Pericolosissimo, ovviamente, anche se fai la badante in nero o vendi ombrelli per strada.

Tranquillo Schifani, non ci verranno più in ospedale. Se avranno una banale infezione ad un occhio guaribile con un antibiotico da tre euro, rischieranno di perdere l’occhio. Se soffrono di gastrite finiranno con l’ulcera.

Se hanno la cattiva idea di restare incinte, torneranno a morire di parto, e i bambini pure. A proposito, basta vaccinazioni per i bambini, questi pericolosi piccoli criminali clandestini!!! In difesa della vita, mi raccomando, eh!?

E se avranno la tubercolosi? Schifani, stai attento quando qualcuno ti tossisce vicino, la salute è la prima cosa.

Chiaro: non ci resta che organizzare gli ambulatori per i sans papier.
Nel frattempo, a questa Italia di giornate della memoria e di leggi razziste, auguriamo di cuore: salute e fortuna. Soprattutto salute.

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Puoi leggere l’articolo modificato e pubblicato da City of Gods al link: http://www.precaria.org/index.php/Fatti-e-Misfatti/Leggi-razziste-e-salute-approvato-il-Ddl-sicurezza.html.

31-01: Presidio Antirazzista e di Solidarietà a Gaza dalle ore 14 alle 18 via Padova angolo Arquà

Dopo aver permesso allo stato assassino d’Israele un vero e proprio sterminio del popolo palestinese nella striscia di Gaza, gli stati occidentali pensano in tutta fretta a come realizzare nuovi profitti dalla ricostruzione, mantenendo il popolo palestinese confinato in una vera e propria prigione a cielo aperto. L’Italia fa pienamente parte di questa schiera di avvoltoi. E’ assolutamente necessario proseguire nella denuncia dell’occupazione israeliana, della guerra senza fine e dell’ipocrisia della pace imperialista a cui si alterna, mantenendo alta l’attenzione e il sostegno alla lotta di resistenza del popolo palestinese che, nonostante il genocidio che subisce da 60 anni, non si piega e continua a combattere.

Contemporaneamente, sul fronte interno, la crisi economica, destinata ad approfondirsi ulteriormente comincia a produrre una crescita del malcontento popolare e nuovi processi di lotta in cui i spicca la presenza e la determinazione dei proletari immigrati.
Di fronte a tutto questo i padroni dell’economia e delle città si rifugiano nei pacchetti sicurezza e invocano l’arrivo di nuovi militari. Come sempre si  preparano all’uso della forza per fronteggiare la possibilità che il movimento popolare si unisca dal basso e si organizzi e cercare di difendere i loro interessi e i loro privilegi.

Il quartiere milanese di via Padova – V.le Monza Padova è senz’altro uno spaccato reale di queste possibilità di lotta: un quartiere proletario con una forte presenza di immigrati, teatro del primo insediamento dell’esercito a Milano, ma anche di importanti mobilitazioni che hanno attraversato l’intero tessuto sociale del quartiere: dall’occupazione degli studenti del Caravaggio, all’autodifesa finora vincente dell’Ambulatorio Medico Popolare, passando per le forti mobilitazioni del proletariato arabo del quartiere a sostegno di Gaza.

Esperienze a cui abbiamo dato sostegno attivo e da cui vogliamo partiamo per rafforzare ulteriormente l’intervento sul territorio.
Diamo forza a questa battaglia. Partecipiamo al presidio di sabato! 

SOLIDARIETÀ A GAZA E AL POPOLO PALESTINESE,
CONTRO IL SIONISMO ISRAELIANO E L’IMPERIALISMO ASSASSINI

NO AI PACCHETTI SICUREZZA E ALLE LEGGI RAZZIALI.
FUORI L’ESERCITO DALLE METROPOLI E PIENI DIRITTI PER TUTTI

PER L’UNITÀ DELLE LOTTE DI FRONTE ALLA CRISI.
FACCIAMO CRESCERE L’AUTORGANIZZAZIONE SUL TERRITORIO

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Comitato Antirazzista Milanese

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L’Ambulatorio Medico Popolare Esiste Ancora Grazie alla Lotta e alla Solidarietà’

Il giorno 27 gennaio 2009 era previsto lo sfratto dell’Ambulatorio Medico Popolare ma una campagna di solidarietà culminata con la presenza in presidio di numerosi compagni dalle 6.00 del mattino ne ha impedito l’esecuzione. Abbiamo ottenuto un rinvio fino al 22 Aprile 2009.

Noi abbiamo intenzione di continuare ad opporci a questo sfratto ed a continuare a lavorare perché tutti possano essere curati indipendentemente dallo spessore del proprio portafoglio, dal colore della loro pelle e dal possesso di un permesso di soggiorno. La nostra presenza ha un valore particolare in un quartiere che sta diventando una delle palestre di lancio delle politiche securitarie attraverso presidi soffocanti di esercito e polizia che hanno l’unico scopo di un utilizzo politico del razzismo per nascondere il vero problema attuale, il progressivo impoverimento di larghi strati di popolazione.

In questo momento il nostro lavoro risulta particolarmente importante perché la destra al governo con il silenzio complice del “cosiddetto centro-sinistra” sta cercando di fare approvare una legge che permetterebbe al personale sanitario di denunciare alla polizia gli immigrati che hanno richiesto cure mediche in assenza del permesso di soggiorno.
Noi diciamo che questa proposta è una vergogna, una chiamata alla delazione e dichiariamo pubblicamente che nessuno dei nostri medici rispetterà questa norma, anche se dovesse diventare legge dello stato.
Nessuno dei nostri medici sarà mai un informatore della polizia di questo governo fascista o di altri che gli succederanno!

L’Ambulatorio Medico Popolare deve continuare a vivere perché rappresenta un posto sicuro per immigrati ed italiani, dove tutti possono rivolgersi per l’accesso alle cure mediche senza avere alcun tipo di timore. Perché questo posto continui ad essere aperto abbiamo però bisogno dell’aiuto di tutti, anche delle persone che sono state curate da noi. Siamo già riusciti una volta ad evitare di chiudere grazie alla solidarietà di tante persone. Alla prossima occasione dovremo essere ancora più numerosi davanti all’ambulatorio per scoraggiare l’arrivo della polizia e per continuare il nostro lavoro per la salute e contro il razzismo.

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TESTO EN ESPAÑOL

El Ambulatorio Medico Popular existe gracias a la Lucha y la Solidaridad

El día 27 de Enero del 2009 estaba previsto el desalojo del Ambulatorio Medico Popular pero una campaña de solidaridad, culminada con la presencia en el lugar de numerosos compañeros desde las 6 de la mañana, ha impedido la ejecución obteniendo una prorroga que vencerá el 22 de Abril del 2009 .

Nosotros tenemos la intención de continuar a oponernos a este desalojo y de continuar a laborar para que todos puedan ser curados independientemente del espesor de la billetera , del color de la propia piel y de la posesión de un permiso de residencia. Nuestra presencia tiene un valor particular en este barrio que poco a poco se está convirtiendo en uno de los puntos principales del lanzamiento de la política de seguridad a través de presidios sofocantes del ejército y policía que tienen el única finalidad del utilizo político del racismo para esconder el verdadero problema actual , el progresivo empobrecimiento de enteros extractos de la población.

En este momento nuestra trabajo resulta particularmente importante porqué la derecha al gobierno con la complicidad del silencio, del llamado “centro izquierdista”, están buscando de aprobar una ley que permitiría al personal sanitario de denunciar a la policía al extranjero que ha pedido la cura medica sin contar con un permiso de residencia.

Nosotros creemos que esta propuesta es una verguenza , un llamado a la Traición y declaramos públicamente que ninguno de nuestros médicos respetará esta norma , aunque si en el futuro fuera una Ley del Estado.

NINGUNO DE NUESTROS MEDICOS SERA JAMAS UN INFORMADOR DE LA POLICIA DE ESTE GOBIERNO FASCISTA O DE OTROS QUE LE SUCEDERAN!

El Ambulatorio Medico Popular debe continuar a vivir porque representa un lugar seguro para los extranjeros e italianos, donde todos puedan acudir para acceder a la atención médica sin ningún temor. Para que este lugar continué ha estar abierto necesitamos de la ayuda de todos, en especial de las personas que han sido curados en el ambulatorio. Hemos logrado evitar una vez más de cerrar gracias a la solidaridad de tantas personas. En la próxima ocasión debemos ser más numerosos delante del ambulatorio para poder desanimar a la policía y así poder continuar con nuestro trabajo por la salud y contra el racismo.

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ENGLISH VERSION:

Ambulatorio Medico Popolare is still open thanks to fight and solidarity

On 27th January 2009 the eviction of Ambulatorio Medico Popolare was due. However a solidarity campaign combined with a sit-in since 6.00 am, to which many supporters came, prevented the eviction from being carried out. In the end, the eviction has been postponed to 22nd April 2009.

We are going to keep on opposing against this eviction and we are also going to keep on working in order to allow to anybody to be cured indipendently by the possession of a “permesso di soggiorno”, by the money they have got or by the color of their skin. Our presence has an important value in the district where we are: as a matter of fact, in this same district police and army are strongly present, as a result of the securitary policy that the government is taking. We claim that this securitary policy has the only purpose of hiding the real problem of the ongoing impoverishment of lots of people in Italy.

Now our work is very important because governement is trying to make pass a law that would let doctors report all migrants requiring medical support without a “permesso di soggiorno”. We claim that this proposal for a new law is a shame and that no doctors from Ambulatorio Medico Popolare will ever report anyone, even though it should become a law of our state.
No one of our doctors will ever be an informant of any fascist governement!

Ambulatorio Medico Popolare must be kept alive because it is a safe place for migrants and Italians, where everybody can turn for the access to medical cures without any kind of worries.To let this place be open we need everyone’s support, even our patients’ support! We already managed once to avoid closedown thanks to a lot of people’s solidarity. If next time we will be many again in front of Ambulatorio Medico Popolare, then we will have the chance to discourage police coming and we will manage to go on with our work for health and against racism.

Riprendiamoci Cox18!

Pubblichiamo qui l’appello di Marco Philopat (scaricabile anche in versione pdf) contro lo sgombero del Cox 18:

 

“In questi mesi un po’ ovunque a Milano, nel contesto della mostra It’s Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda Cos’è la cultura? La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente più dinamici e stimolanti della città. Il tutto in nome di uno spirito legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando in gioco sono questioni edilizie, sanità privata o poteri forti. Con sgomento abbiamo appreso dello sgombero di Cox 18. In una città sempre più tetra e asfittica, Cox 18 ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento importante. Una programmazione musicale di alto livello, aperta sul mondo a 360 gradi, che dava a molti, e a prezzi irrisori, la possibilità di confrontarsi con le produzioni più innovative o, in altre serate, di ballare o fare quattro chiacchiere. Questo sarebbe già abbastanza, ma non è certo tutto. Nel corso degli anni Cox 18, con al suo interno la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni ha costituito un luogo unico di confronto fra le idee. Tutti noi abbiamo presentato i nostri libri, abbiamo organizzato dibattiti o vi abbiamo assistito. Se c’era un’idea, in Cox 18 la si poteva realizzare, magari testandola per poi portarla altrove. Presentazione di libri, si diceva, ma anche rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli teatrali o di danza, mostre o installazioni. E magari tutto insieme, unendo forme e mondi distanti. Non è questa la sede per illustrare tutto quello che Cox 18 ha fatto in più di dieci anni. Noi lo sappiamo e ci auguriamo che il collettivo di gestione sappia, in queste settimane, rendere consapevoli coloro che non lo sono dell’importanza di Cox 18, della sua storia, del livello delle iniziative che in questi anni si sono succedute.

C’è un’immagine che rende chiaramente l’idea di che cosa sia la cultura per Letizia Moratti e Riccardo De Corato: i poliziotti che si avventano sui libri della Calusca e dell’Archivio Moroni per sequestrali e spedirli al macero. Fortunatamente qualcuno li ha fermati, almeno per il momento. Ma Cox 18 è sotto sequestro. Non può finire così. Ormai siamo quasi al capolinea. Non resta più molto, in questa città, che non sia consumo scadente o trash provinciale. Da qualche parte bisogna iniziare a fare qualcosa per porre fine al “genocidio” culturale avanzato inesorabilmente in questi ultimi anni.

Mobilitiamoci per difendere Cox 18, la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni.”

 

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