AMP ottobre 2012: la trattativa è interrotta, lo sgombero incombe.

Non abbiamo accettato l’accordo. Ringraziamo chi si era detto disponibile alla solidarietà: le somme finora raccolte sono al momento insufficienti e occorrono altre iniziative di sostegno economico in caso il proprietario decida di usare il pignoramento per ritorsione nei confronti della rappresentante legale della associazione.
Noi continueremo intanto la nostra attività di visite mediche gratuite come negli ultimi 18 anni, cercheremo di resistere ai tentativi di sgombero che certamente saranno ripetuti e più duri, riteniamo testardamente che tutto questo abbia senso qui in via dei Transiti 28, in una casa occupata e sottratta alla speculazione da trentacinque anni, con profonde radici in un quartiere multietnico e pieno di futuro, vogliamo continuare testardamente la nostra campagna per il riconoscimento dell’accesso alla medicina di base agli stranieri senza permesso, forti dei nostri 5500 pazienti e delle nostre 25 visite alla settimana.
Non stiamo difendendo, e non vi chiediamo di difendere quattro mura, stiamo solo ribadendo che non ci sono le condizioni per chiudere questa esperienza e che il ricatto del padrone non ci può costringere.
Non ci sono le condizioni perché chiusura di servizi e tagli continui stanno continuando a peggiorare la sanità per tutti, migranti e autoctoni, colpendo anche pesantemente i lavoratori e le lavoratrici dei tanti, troppi ospedali in lotta contro i licenziamenti e le ristrutturazioni in una regione in cui i peggio corrotti e corruttori hanno imperversato impuniti per decenni. Lo ricordiamo a tutti: noi da 18 anni sopperiamo a carenze istituzionali gravissime, carenze di chi dovrebbe garantire assistenza, la ASL, di chi dovrebbe controllare, come il Comune, di chi gestisce un bene pubblico per interessi privati, ci riferiamo ovviamente alla Regione Lombardia travolta dagli scandali Maugeri Daccò Niccoli Cristiani Formigoni e compagnia rubante.

 

L’Amp è una risorsa, esattamente come sono risorse cittadine da difendere e sostenere il nuovo Lambretta, dovunque sarà quando vi giungeranno queste righe, Cox 18, Torchiera, Piano Terra, e tutte lealtre realtà occupate di questa città, alle quali chiediamo di costruire un ragionamento comune di difesa degli spazi di libertà ed autogestione di cui questa città grigia e triste ha bisogno come l’aria.

 

Il prossimo sgombero è previsto per il 29 novembre 2012.

 

Solidarietà a tuti gli spazi occupati
AMP

 

Colazione antisfratto mercoledì 25 luglio 2012

care compagne/i, amic* e solidali
dopo l’ennesimo rinvio martedì saremo di nuovo davanti all’AMP ad affrontare il rischio sgombero.
In questi due mesi, nel contenzioso con la proprietà che ci costringe a fronteggiare lo sfratto esecutivo dal luglio del 2008, si sono aperti alcuni spiragli senza però ancora nulla di concreto per una soluzione positiva che ci permetta di rimanere nel nostro spazio a continuare l’attività che portiamo avanti da quasi diciotto anni.
Quindi il rischio rimane.
Vi invitiamo a portarci la vostra solidarietà e il vostro appoggio mercoledì 25 luglio a partire dalle ore 6 e per tutta la mattinata fino all’arrivo dell’ufficiale giudiziario.
Offriremo la tradizionale colazione resistente a tutti i fiancheggiatori, sperando che per l’AMP sia l’ultimo sforzo mattutino!

27/3/12 SFRATTO AMP – RISCHIO CONCRETO

Un mese fa proprietà, digos e fabbri hanno tentato di sgomberare l’ambulatorio medico popolare di Milano
Solo la prontezza di riflessi e la determinazione de* compagn* presenti ha evitato lo sgombero, ma abbiamo ottenuto solo un mese di rinvio e martedì 27 marzo ci riproveranno.
L’aria che tira è decisamente brutta per cui invitiamo tutt* a partecipare al presidio nel corso di tutta la mattinata fino all’arrivo dell’ufficiale giudiziario, a seguire le iniziative nella giornata precedente e a diffondere l’informazione il più possibile.

Ambulatorio Medico Popolare – Milano

PRESIDIO ANTI-SGOMBERO MARTEDI 27 MARZO DALLE ORE 6 DEL MATTINO DAVANTI ALL’AMBULATORIO POPOLARE DI VIA DEI TRANSITI 28
con inizio lunedi` sera: il C.O.A. T28 restera` infatti aperto tutta la notte per permettere a chi viene da fuori di dormire.

LUNEDI 26 MARZO DALLE ORE 18, PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MARINO
(…Comune di Milano!!! se ci sei batti un colpo!!!)

AMP-lifichiamo (sfidando il prossimo sfratto)

Il 27 febbraio aspettiamo l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, per l’ennesimo tentativo di sfratto, sempre con richiesta di forza pubblica. Per l’occasione offriremo a tutti i solidali una colazione antifreddo con cioccolata calda, thè, caffè… biscotti.

Se otterremo l’ennesimo rinvio MARTEDÌ 28 diamo il via alle serate AMP-lifichiamo, ovvero: l’AMP apre le porte! un’occasione per conoscerci, scambiare idee, proporre collaborazioni. lasciare un contributo (che ci serve sempre, dato che il proprietario ci ha pignorato il conto corrente)

…e da marzo ripeteremo ogni 4° martedì del mese, sempre dalle 18!

Vi aspettiamo!

 

 

solidarietà

Solidarietà a Bobo Aprile e ai disoccupati di Brindisi arrestati il 12 ottobre 2011
Davvero pensano di zittirci in questo modo? Arrestare all’alba diciassette persone ben otto mesi dopo una protesta, per poi scarcerarle nella stessa giornata, rende evidente a chiunque che lo scopo è solo una brutale intimidazione. Contro persone che non si sono arrese alla negazione dei diritti, perchè i diritti si rivendicano e si conquistano. L’Ambulatorio Medico Popolare di Milano sotto sfratto esprime la più completa solidarietà a Bobo Aprile ed a tutti gli altri: non arrendetevi, teneteci al corrente degli sviluppi della vicenda, noi e molti altri non intendiamo lasciarvi soli in questa battaglia.
Perchè i diritti non si sfrattano
Ambulatorio Medico Popolare Milano.

 

Lettera alla Milano del “vento che cambia”

Perche’ mai l’unica legge che prevale sempre debba essere quella del profitto non lo capiremo mai.
Per questo non lo accettiamo, ma non chiediamo trattative o comodati o corsie preferenziali.
Chiediamo di prendere atto di quanto stia pesando nella vita delle persone il criminale cambiamento del sistema sanitario nella nostra regione da “servizio” ad “azienda”. Il che vuol dire, dalla riforma Formigoni del 2001, tanti e tanti soldi ai privati modello Clinica Santa Rita, che fanno affari d’oro, e per vecchi e nuovi italiani ticket onerosi, e chiusura progressiva di servizi di grande impatto sociale, consultori, area dell’handicap e del disagio psico-sociale, aids e tossicodipendenza… per migranti non in regola, si aggiunga l’impossibilità di accedere ai servizi di medicina di base.
Nel nostro quartiere multietnico (non ce ne vogliano i leghisti, è questo il futuro) vediamo anche la paura delle percosse nel corso dei rastrellamenti, paura della lunga prigionia nei CIE, paura dell’espulsione, la rabbia per le truffe in corso di sanatoria, per gli affitti da rapina a posto letto, per comportamenti razzisti e discriminatori in uffici e strutture sanitarie, e soprattutto per l’assoluta ricattabilità nel lavoro: la Bossi Fini non
è una legge sulla immigrazione, è una legge sul mercato del lavoro. Per tutto questo collaboriamo con gli avvocati del Punto San Precario, perchè anche la tutela legale gratuita è un diritto negato.
D’altra parte sappiamo che, se si vuole, si può: all’Ospedale San Paolo un ambulatorio per migranti senza tessera sanitaria, nato anche sotto l’impulso del nostro lavoro, garantisce un servizio importante, peraltro previsto dalla legge, con costi certamente inferiori a quelli richiesti dalle camionette, dagli sgomberi dei campi Rom, dalle retate sugli autobus, e porta le cure essenziali dall’ambito del volontariato a quello, più consono, del sistema sanitario pubblico. L’apertura di altre strutture simili è uno dei nostri obiettivi.
Un altro nostro obiettivo, non sembri strano, è quello di chiudere: lo faremo nel momento in cui a tutti e a tutte venga garantito il diritto alla salute.
A questa nuova giunta non chiediamo nulla per la nostra associazione e per i nostri collettivi ma abbiamo da porre sul tavolo tre richieste politiche:
1) garantire, per quanto compete al comune, i diritti fondamentali per tutti, lavorando per fare in modo che i servizi comunali siano adeguati per tutta la popolazione
2) fare un appello alla regione perchè venga garantita la medicina di base a tutti come già avviene in altre regioni italiane
3) alzare una voce istituzionale contro la vergogna che si ripete giorno dopo giorno nel CIE di Via Corelli dove ogni sorta di sopruso viene praticato su persone rinchiuse fino a 18 mesi solo per mancanza di un pezzo di carta, dove rivolte e pestaggi sono cronaca quotidiana da quando sono stati vietati i cellulari.
Non essendoci le condizioni politiche per chiudere resisteremo ancora una volta, e facciamo appello a tutta la città perchè ci aiuti a proseguire la nostra esperienza e la battaglia per uno stato sociale che garantisca a tutte le persone l’accesso gratuito al Servizio Sanitario e in generale la dignità ad accedere a tutti i diritti fondamentali